A TORINODANZA 2016 DENIS PLASSARD PRESENTA, IN PRIMA ITALIANA, LO SPETTACOLO A.H.C. – ALBERTINE, HECTOR ET CHARLES CON LE MARIONETTE A DIMENSIONE UMANA. LAVANDERIA A VAPORE DI COLLEGNO, 15 OTTOBRE 2016

Sabato 15 ottobre 2016, alle ore 19.30, alla Lavanderia a Vapore (c.so Pastrengo 51, Collegno), Denis Plassard, il coreografo del Défilé di Torinodanza 2014, porta in scena, in prima italiana, le sue marionette di taglia umana create da Emilie Valantin in A.H.C. – Albertine, Hector et Charles. Spettacolo è programmato in collaborazione la Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare e con La Francia in Scena.

La Fondazione Piemonte dal Vivo organizza un servizio di navetta dalla fermata Fermi della Metro alla Lavanderia a Vapore di Collegno. Il servizio è gratuito e non è necessaria la prenotazione. La navetta sarà disponibile da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo e per un’ora circa a fine spettacolo, effettuando più passaggi.

Dopo il grande successo del Défilé 2014 alla Biennale della Danza di Lione, Denis Plassard torna con una composizione coreografica contemporanea per tre marionette, tre danzatori manipolatori e tre voci dall’abisso. Albertine, Hector e Charles si risvegliano all’inferno imprigionati in marionette senza vita. Scoprono presto di essere tre anime dannate e condannate. In loro soccorso accorrono tre demoni solerti ed efficienti, pronti a fare loro da guida. La ricerca gestuale e la scrittura coreografica richiama smaccatamente l’Inferno di Dante Alighieri, ma il mondo infernale è ricreato artigianalmente, con malizia e intelligenza ma senza nessun artificio tecnologico, senza nessun algoritmo diabolico, nessun effetto speciale. L’inferno è un gioco serio con regole precise, descritte nei minimi dettagli, tutte da rispettare scrupolosamente per accedere al girone successivo e forse salvarsi. Per attraversare i 9 gironi le anime hanno 69 minuti. Non uno di più. E tutto quello che succede nel viaggio è danza e racconto.
Come nella Divina Commedia vige la regola del contrappasso e a ciascuna anima sono riservate punizioni personalizzate in base al comportamento avuto in vita per ripagare gli errori e i peccati commessi: così chi non è stato capace di portare avanti una relazione affettiva è costretto a danzare in coppia senza potersi staccare mai, i presuntuosi devono abbassare la testa e ballarci sopra. Tutti portano un solo ricordo concreto del loro passaggio terreno ed è una memoria cucita nel corpo: il movimento e il loro essere state creature dinamiche. I nove cerchi infernali sono avvolti da un’atmosfera cupa e illuminati da una luce scura e cavernosa in cui è facile lasciarsi sedurre e affascinare dalle voci di una cantante diabolica e due beatboxers demoniaci.
Albertine, Hector et Charles è un gioco manipolatorio in cui i piani si sovrappongono per creare incroci di diversi livelli di lettura e possibili interpretazioni che generano vite infernali: i demoni ridono, le teste volano, le anime dannate volteggiano, i morti prendono vita e l’inferno continua nel suo perpetuo rinnovarsi, sempre uguale e sempre vivo anche se popolato di morti. Le marionette che attraversano l’inferno sono di Emilie Valantin, come nel Défilé 2014. La coreografia non è pensata “con” ma “per” loro in uno spettacolo affascinante, fluido e pieno di vita. (Scheda tratta dal programma di Torinodanza 2016)

01_Comunicato A.H.C

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