7 settembre 2010 ore 21.00 - Teatro Regio TorinoBalanchine – Kylian - Balletto Reale delle Fiandre
Direzione artistica Kathryn Bennetts
Theme and Variationscoreografia George Balanchine
musica Pëtr Il'ič Čajkovskij
ultimo movimento della Suite no. 3 in G major
Forgotten Landcoreografia Jirí Kylián
musica Benjamin Britten
Sinfonia da requiem, opus 20
27’ 52”coreografia Jirí Kylián
musica Dirk Haubrich
con i solisti e i danzatori del corpo di ballo
del Balletto Reale delle Fiandre
Theme and VariationsGeorge Balanchine ha avuto per tutta la vita un legame particolare con la musica di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, grazie alla sua ricca produzione di musiche perfette per coreografie, che vanno ad aggiungersi alle partiture per balletto. Nel periodo compreso tra Il lago del cigni (1877) e La bella addormentata (1890), il compositore scrive quattro suite per orchestra, che Balanchine decide di utilizzare. Nel 1933 il coreografo realizza l’arrangiamento del balletto Mozartiana dalla quarta di queste suite.
Theme and Variations nasce dall’ultimo movimento della Suite n. 3 in Sol maggiore. Il suo debutto risale al 1947, al New York City Center, nell’interpretazione di Alicia Alonso e Igor Youskevitch. Il grande successo consacra definitivamente il talento di Balanchine, trasformando Theme and Variations in una delle sue opere più importanti.
Una seconda edizione viene presentata nel 1978 al Metropolitan Opera House di New York, in scena Gelsey Kirkland e Mikhail Baryshnikov nei ruoli principali.
L’American Ballet Theatre a New York lo allestisce nel 1983 al Kennedy Center for the Performing Art. Il Royal Ballets of Flanders interpreta Theme and Variations nell’edizione riveduta del 1960.
Forgotten LandJirí Kylián ha inteso la Sinfonia da Requiem di Benjamin Britten come un lavoro caratterizzato da una forte impronta personale. Britten nasce nell’Inghilterra orientale, la cui costa è lentamente erosa delle acque. L’immagine della terra sommersa, insieme alla suggestione di un quadro di Edvard Munch, diventa la principale ispirazione per la coreografia di Forgotten Land. La terra, appoggio e centro della vita umana, è essa stessa soggetto di un’eterna mutazione: terra che porta le tracce delle generazioni passate, terra con i ricordi degli esseri umani, terra distrutta dalla natura o dalla negligenza umana, terra desiderata che affiora nei nostri sogni, terra di promesse e illusioni.
Jirí Kylián ha iniziato a nove anni, nel 1956, la propria carriera al Balletto Nazionale di Praga, città che ha lasciato nel 1967 per la Royal Ballett School di Londra. Insieme a Carel Birnie ha fondato nel 1978 il Nederlands Dans Theater II e nel 1991 il Nederlands Dans Theater III. Nel corso della sua carriera ha creato centouno balletti, settantaquattro dei quali per la NDT. I suoi lavori lo hanno reso famoso in tutto il mondo.
27’ 52”Per 27’ 52”, in prima rappresentazione assoluta per l’Italia, Kylián ha scelto di far parlare i numeri, quelle ore, minuti, secondi che servono per una creazione artistica, e che sono, un attimo dopo il termine del debutto, la sua storia più intima.
«1687 ore di prove individuali con i ballerini/ 182,5 ore con l’assistente alla coreografia in studio/ 629 ore per creare le musiche/ 46 ore per la preparazione e la realizzazione di registrazioni vocali/ 229 ore di preparazione (incontri, atelier, allestimenti)/ 15 ore di ricerche musicali/ 438 ore di preparazione e creazione costumi/ 20 ore per illuminare/ mettere in scena il lavoro/ 12 ore per gli scatti fotografici/ 93 ore di fisioterapia/ 900 ore di lavoro del coreografo/ 46 ore di preparazione dei corsi classici/ 51 ore di organizzazione della nuova produzione/ 35 ore per fare il programma di sala/ 20,75 ore per fare il manifesto/ 14.5 ore per le foto in studio ossia 4418,75 ore per fare questa produzione. Questo lavoro verrà replicato e visto in ventisette minuti e cinquantadue secondi».