{"id":1410,"date":"2012-05-28T09:34:43","date_gmt":"2012-05-28T09:34:43","guid":{"rendered":"http:\/\/10.0.1.180\/?p=1410"},"modified":"2013-04-04T08:25:33","modified_gmt":"2013-04-04T08:25:33","slug":"festival-per-spettatore-curioso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/?p=1410","title":{"rendered":"TORINODANZA 2012"},"content":{"rendered":"<h2>12 settembre &#8211; 24 novembre 2012<\/h2>\n<h2>LO SPETTATORE CURIOSO<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi anni difficili e ricchi di sfide, non dobbiamo perdere il contatto con la realt\u00e0 n\u00e9 smarrire la consapevolezza di quanto l\u2019arte possa offrire risposte alla paura del futuro. Per esempio, rivendicando la ricerca della bellezza come elemento di speranza (come Torinodanza fece nel 2010), o decidendo di fare spazio ai maestri, intesi come \u201cbussole\u201d da offrire al pubblico (nel 2011).<br \/>\nIn questo 2012 proviamo ad alzare lo sguardo, ricordandoci che le nostre scelte di oggi incidono sull\u2019avvenire di artisti e spettatori. Perci\u00f2, ecco un festival complementare rispetto a quelli recenti, dedicato allo <em>spettatore curioso<\/em>, quello che non attende solo il ritorno di Decsoufl\u00e9 o dei ballets C de la B, ma che vuole anche scoprire novit\u00e0, ed essere aggiornato sulla continua ibridazione dei linguaggi che caratterizza la scena continentale. Un\u2019edizione dedicata anche a quegli artisti pi\u00f9 giovani e vivaci, o provenienti da mondi lontani, che rischiano &#8211; come tutti i giovani &#8211; di essere schiacciati dalla crisi nonostante le loro qualit\u00e0. Questa progettazione prende corpo nel focus principale, titolato Sguardi distanti, ed \u00e8 il fil rouge dell\u2019intera rassegna.<br \/>\nComplementare a quest\u2019apertura artistica, vi \u00e8 un\u2019apertura altrettanto netta verso nuove fasce di pubblico, da invitare e coinvolgere pensando proprio al futuro. Anzi, al <strong><em>Domani<\/em><\/strong>, come s\u2019intitola il Focus dedicato alla danza per giovani spettatori, con giovani danzatori protagonisti.<\/p>\n<h2>IL PROGRAMMA<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2012 offre programmaticamente un\u2019apertura a 360\u00b0 sulle generazioni e sulle geografie della creazione, mescolando l\u2019energia di linguaggi giovanili con il recupero di ricordi tradizionali, o di sogni inquieti. L\u2019inaugurazione rispetta naturalmente le attese che circondano un festival come Torinodanza, e propone la seconda tappa di un progetto coproduttivo pluriennale con Philippe Decoufl\u00e9, grande incantatore della danza, oggi in un momento creativo straordinario. Che non gli impedisce di voltarsi indietro: <em>Panorama<\/em> \u00e8, infatti, un \u201cbest of\u201d, attesissimo in tutta Europa.<br \/>\nLa tradizionale collaborazione di Torinodanza con MITO SettembreMusica prosegue con l\u2019arrivo a Torino di una compagnia di New York, oggi considerata ai massimi livelli tecnici, e tra le pi\u00f9 originali nell\u2019offerta del repertorio: il Cedar Lake Contemporary Ballet. La scelta \u00e8 stata di programmare due serate diverse: si vedranno creazioni di un marocchino trapiantato in Belgio, il grande Sidi Larbi Cherkaoui, di un israeliano stabilizzatosi a Londra, Hofesh Shechter, dello svedese Alexander Ekman e della canadese Crystal Pite. E cos\u00ec il viaggio inizia anche prima dell\u2019inaugurazione del Focus Sguardi distanti, che avr\u00e0 luogo il 25 settembre con una serata che riunisce alcuni straordinari gruppi hip-hop giapponesi, arrivati in Europa grazie ad una collaborazione tra Torinodanza e la Biennale de la Danse di Lione. L\u2019hip-hop \u00e8 &#8211; per sua natura &#8211; una danza di confine, sul piano generazionale e sociale. Considerando la particolare connotazione delle formazioni giapponesi, si entra in contatto con un mondo tanto spettacolare quanto insolito. Di tutt\u2019altro genere la \u201cdistanza\u201d dell\u2019israeliana Batsheva Dance Company, diretta da Ohad Naharin. Questa compagnia \u00e8 l\u2019ambasciatrice culturale di un Paese tormentato e legato pi\u00f9 di qualsiasi altro alle tradizioni, che curiosamente ha trovato nella danza contemporanea la propria dimensione artistica pi\u00f9 rilevante (insieme alla letteratura). La Batsheva \u00e8 una fra le pi\u00f9 interessanti compagnie di danza al mondo, e giunge in Italia grazie alla collaborazione tra Romaeuropa e Torinodanza. Il focus prosegue con varie divagazioni geografiche: con i danzatori portoghesi Miguel Moreira e Romeu Runa, nella prima di due coproduzioni con les ballets C de la B, o con l\u2019algerina Nacera Belaza &#8211; attiva in Europa, e proprio per questo capace di guidare il nostro sguardo verso territori affascinanti della cultura araba &#8211; e con un prezioso lavoro di Kaori Ito, danzatrice \u201cfeticcio\u201d di Platel. Per una curiosa sintonia di programmazione, Romeu Runa e Nacera Belaza sono quest\u2019anno presentati dal Festival di Avignone. Ritroveremo a Torino per la terza volta Koen Augustijnen, in una produzione molto attesa proprio de les ballets C de la B (partner fissi di Torinodanza, e non solo con Alain Platel) che si occupa\u2026. dell\u2019Aldil\u00e0. I vagabondaggi curiosi tra generi e forme proseguono con le giovani danzatrici hip-hop coreografate da Angelin Preljocaj, il grande maestro di uno stile neoclassico che sembrerebbe agli antipodi di quel linguaggio giovanile. E stavolta il risultato \u00e8 un vero incontro tra i due mondi, entrambi pienamente valorizzati e riconoscibili. La creazione prende cos\u00ec, oltre al valore intrinseco, anche il valore culturale di una riuscita collaborazione tra \u201calto\u201d e \u201cbasso\u201d, tra un maestro riconosciuto e interpreti sconosciute. Il pezzo di Preljocaj \u00e8 affiancato da un\u2019altra visionaria esplorazione delle possibilit\u00e0 espressive dell\u2019hip-hop, firmata dalla compagnia inglese Champloo Dance Company. Il viaggio del festival 2012 termina con le \u201cnanodanze\u201d di Mich\u00e8le Anne De Mey, un lavoro che ha recentemente trionfato per la sua originalit\u00e0 e piacevolezza. Gli interpreti sono in scena davanti al pubblico, e alle loro spalle sono proiettate le \u201cdanze\u201d compiute dalle loro dita, riprese in diretta da telecamere. Lo sforzo fatto da Torinodanza per essere vitale e curioso non appanna naturalmente la vocazione a collaborazioni internazionali importanti e alla progettazione pluriennale: e vale la pena di porre l\u2019accento sull\u2019accompagnamento produttivo, deciso d\u2019intesa con la Fondazione del Teatro Stabile, di Ambra Senatore, un talento emergente italiano su scala europea, quest\u2019anno presente in<em><strong> Confluenze<\/strong><\/em> &#8211; il progetto dell\u2019Unione Musicale al quale partecipa Torinodanza &#8211; con un\u2019attesa serata che la vedr\u00e0 impegnata accanto ad altri sei danzatori, accumunati da un\u2019esperienza formativa alla Biennale di Venezia con Carolyn Carlson, per un curioso esperimento: creare uno spettacolo in una settimana di lavoro, ciascuno portando in scena il proprio universo. O il progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta-Novanta, diretto da Marinella Guatterini, al quale partecipa Torinodanza insieme ad altri partner italiani. O, infine, l\u2019appuntamento con Rosas e les ballets C de la B proposto in aprile da Torinodanza nella Stagione del Teatro Stabile: Nine Finger, certamente uno degli spettacoli pi\u00f9 sconvolgenti degli ultimi anni, dedicato ai soldati bambini.<\/p>\n<h2>DOMANI: GIOVANI SPETTATORI E INTERPRETI RAGAZZI<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa visione del futuro, che vuole contrassegnare Torinodanza di quest\u2019anno, ha trovato la propria rappresentazione pi\u00f9 evidente nel Focus Domani: spettacoli per giovani spettatori, ma anche spettacoli con giovani interpreti. Un lavoro di ampio respiro che offre a genitori e ragazzi la possibilit\u00e0 di appassionarsi allo stesso spettacolo, magari prodotto a Torino con giovani allieve di Susanna Egri e di Loredana Furno (\u00e8 il caso di <em>Cerbiatti del nostro futuro<\/em>, realizzato per Torinodanza da Virgilio Sieni). Gli altri due appuntamenti sono con Carlotta Sagna e con Phia Menard. Quest\u2019ultima ha creato due spettacoli affini, capaci di far danzare gli oggetti, e rivolti rispettivamente al pubblico dell\u2019infanzia e a quello adulto. Saranno entrambi a Torino, e offriranno &#8211; insieme a <em>Kiss &amp; Cry<\/em> &#8211; uno scorcio di quella danza \u201cibrida\u201d, che oggi ha uno spazio di primissimo piano nelle programmazioni europee. Per quanto riguarda Carlotta Sagna, la collaborazione con Torinodanza arriva alla terza produzione, e rappresenta un curioso punto di incontro tra l\u2019attenzione al territorio, che caratterizza il festival, e la sua dimensione internazionale. L\u2019artista \u00e8 infatti di origini torinesi ma &#8211; dopo essere stata interprete d\u2019eccezione di Jan Lauwers e Anne Teresa De Keersmaeker &#8211; ha fondato la propria compagnia a Parigi. Con lei appaiono tanto chiari quanto \u201cnecessari\u201d i fili che legano il festival, la citt\u00e0 e l\u2019Europa, cos\u00ec come la volont\u00e0 di interpretare il ruolo di manifestazione popolare, con una programmazione raffinata.<\/p>\n<p><strong><em>Gigi Cristoforetti<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> Direttore artistico Torinodanza Festival<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12 settembre &#8211; 24 novembre 2012 LO SPETTATORE CURIOSO In questi anni difficili e ricchi di sfide, non dobbiamo perdere il contatto con la realt\u00e0&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-1410","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-edizione-2012"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1410\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}