{"id":5200,"date":"2017-04-11T10:29:30","date_gmt":"2017-04-11T10:29:30","guid":{"rendered":"http:\/\/10.0.1.180\/?post_type=projects&#038;p=5200"},"modified":"2018-01-03T13:59:54","modified_gmt":"2018-01-03T13:59:54","slug":"polish-pieces-canto-ostinato-songs-of-a-wayfarer-rassemblement","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/?p=5200","title":{"rendered":"POLISH PIECES | CANTO OSTINATO&#8230;."},"content":{"rendered":"<style>.embed-container { position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden; max-width: 100%; } .embed-container iframe, .embed-container object, .embed-container embed { position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; }<\/style>\n<div class=\"embed-container\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/\/i5PVfOj1DJk\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di Introdans e la storia di un sogno: agli inizi degli anni Settanta i Paesi Bassi ospitano tre compagnie professioniste di danza, concentrate nell\u2019Ovest del paese. Ton Wiggers e Hans Focking creano nel 1971 ad Arnhem, nell\u2019area ad Est del paese, lo Studio L.P. L\u2019obiettivo e chiaro: portare il balletto, nel senso pi\u00f9 ampio del termine, al maggior numero di spettatori possibili. Gli inizi sono difficili, le sovvenzioni stentano, ma la passione dei due artisti trova subito un riscontro nel numero di persone che si avvicinano al professionismo e nel 1979 arriva il nuovo nome: Introdans, come introduzione alla danza. Riconosciuto dalle istituzioni negli anni \u201980, Introdans si apre ai contribuiti coreografici di artisti stranieri, inaugura un importante settore legato alla formazione di bambini e ragazzi, diventa un riferimento a livello internazionale. La compagnia olandese, che vanta 40 anni di storia, e una delle formazioni contemporanee cardine del vecchio continente con un ricchissimo <em>carnet de bal<\/em>. La serata che Introdans presenta a Torinodanza festival rappresenta un corposo saggio di questo patrimonio, una sapiente miscela di repertorio e novit\u00e0 che include quattro capolavori contemporanei, firmati da altrettanti maestri della danza: Hans van Manen, Lucinda Childs, Ji\u0159\u00ed Kyli\u00e1n e Nacho Duato. Un programma che metter\u00e0 in risalto la vivacit\u00e0 e la forza di questo ensemble, oggi diretto da Roel Voorintholt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSenza repertorio non c\u2019\u00e8 tradizione. E senza tradizione non c\u2019\u00e8 legame tra quanto e stato fatto finora. La tradizione non appartiene al passato, la tradizione e cosa facciamo oggi con il passato. Il futuro e costruire su quanto di buono e stato fatto nel passato. Ci vedo un compito per i media, ma anche per i governi\u00bb: <strong>Hans van Manen <\/strong>(Amsterdam, 1932) e un coreografo elegante, dalla grande forza espressiva e dalla forte cifra intellettuale. Della tradizione perpetua i passi fondamentali, impreziosendoli con dettagli che donano un\u2019atmosfera elegiaca ad ogni sua creazione. Ballerino e coreografo, allievo di Sonia Gaskell, ha fatto parte dell\u2019Het Nationale Ballet di Amsterdam e del Netherlands Dans Theater di cui poi e diventato coreografo e Direttore Artistico. Ha creato piu di cento balletti, guadagnandosi il soprannome di \u201cMondrian della danza\u201d. Van Manen ha lavorato per Stuttgart Ballett, Berlin Opera, National Ballet of Canada, Royal Danish Ballet, Compania Nacional de Danza e Alvin Ailey American Dance Theater. Nel 2003 e stata istituita la Fondazione Hans van Manen, che gestisce e cataloga il suo patrimonio artistico in forma di archivio. Al suo attivo anche una lunga esperienza di fotografo. <em>Polish Pieces <\/em>e un\u2019esplosione di colori, ma anche di gesti eleganti e fuori dal tempo: coreografia esuberante, sostenuta dal ritmo della colonna sonora di Henryk G\u00f3recki, e costruita su motivi semplici e motivi geometrici. Un brillante caleidoscopio di energia e sensualita, che culmina in due appassionanti pas de deux.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capofila del Post Modern americano anni Sessanta, ideatrice e promotrice del Minimalismo coreutico, americana curiosa e sensibile, figura imprescindibile per la storia della danza contemporanea (e nata a New York nel 1940 e si e formata alla scuola di Merce Cunningham e Robert Dunn), <strong>Lucinda Childs <\/strong>ha saputo contaminare la sua arte con quella di altri grandi del nostro tempo: e il caso del suo emblematico capolavoro <em>Dance, <\/em>creato nel 1979 in collaborazione con il compositore Philip Glass e l\u2019artista visivo Sol LeWitt. Quando ha fondato la Lucinda Childs Dance Company nel 1973, le sue performance sono state caratterizzate da una serie di movimenti ripetuti in diverse configurazioni e velocita. I segmenti danzati sono stati la base per l\u2019opera <em>Einstein on the Beach <\/em>di Robert Wilson e Philip Glass (1976). Tutte le sue creazioni rivelano una sensibilit\u00e0 estetica astratta e ispirata, prima dalle personalissime forme del silenzio, poi dalle variet\u00e0 e variazioni anche infinitesimali del ritmo, dalla ripetizione e di recente, dalle pi\u00f9 complesse architetture musicali. Nel 2004 e stata insignita del titolo di Comandante della Legione d\u2019Onore dal Governo francese. <em>Canto Ostinato <\/em>e uno dei recenti successi del repertorio Introdans, ed e la seconda coreografia che la grande signora della danza ha messo a punto per la compagnia nel 2015. Inflessibile e raffinato, questo lavoro vive della musica ipnotica di Simeon ten Holt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato a Praga nel 1947, <strong>Ji<\/strong><strong>\u0159<\/strong><strong>i Kylian <\/strong>si forma ancora bambino presso la Scuola di balletto del Teatro nazionale. Dopo il perfezionamento alla Royal Ballet School di Londra, nel 1968 entra a far parte dello Stuttgart Ballet diretto da John Cranko, dove con i suoi primi lavori diventa il piu giovane coreografo attivo nella compagnia. Al 1973 risale l\u2019incontro con il Nederlands Dans Theater, per il quale crea <em>Viewers<\/em>, la prima di oltre cinquanta coreografie create esclusivamente per l\u2019ensemble olandese. Il successo internazionale arriva con <em>Sinfonietta <\/em>(1978, su musiche di Leon Jan\u00e1nek). Nel corso degli anni, il coreografo si indirizza verso balletti pi\u00f9 astratti e surrealistici, dove movimenti e musica si saldano in un universo che racconta anime e corpi. Trasforma il Nederlands in una struttura dalla grande vitalita, affiancando al Nederlands Dans Theater 1 il NDT 2 (per ballerini tra i 17 e i 21 anni) e il NDT 3 (per ballerini di oltre 40 anni). <em>Songs of a Wayfarer <\/em>nasce nel 1982 per NDT da Mahler, dalla sua musica grandiosa e lirica. Il precedente e celeberrimo: Bejart si era lasciato ispirare da una serie di melodie per baritono e orchestra di Gustav Mahler (<em>Lieder eines fahrenden Gesellen<\/em>), mettendo in scena Paolo Bortoluzzi e Rudolf Nureyev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nacho Duato <\/strong>e un coreografo con una lunga carriera di direzione di compagnie di balletto, dalla Compan\u00eda Nacional de Danza al Balletto del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo e dal 2014 dello Staatsballett di Berlino. Nato a Valencia nel 1957, Duato ha studiato al Mudra di Bejart a Bruxelles, all\u2019Alvin Ailey American Dance Theater di New York City. Durante la sua permanenza al NDT con Kyli\u00e1n, Duato si rivela uno dei danzatori pi\u00f9 importanti del panorama europeo, iniziando la carriera di coreografo. Nel 1988 viene nominato coreografo stabile al Nederlands Dans Theater assieme a Van Manen e Kili\u00e1n. Sue coreografie sono state inserite in molte prestigiose compagnie internazionali. Nacho Duato ha coreografato <em>Rassemblement <\/em>nel 1990 per il Cullberg Ballet in Svezia. E un lavoro dal notevole respiro contenutistico, oltre che coreutico: a partire dalle canzoni dell\u2019artista Toto Bissainthe, che le ha tratte dalle ballate degli schiavi del culto Voodoo. Esse descrivono la vita quotidiana degli schiavi, il desiderio per l\u2019Africa e per la libert\u00e0. La nascita del Voodoo in una terra di esilio e stata la prima lingua comune tra gli schiavi di diverse etnie, un momento creativo vitale, un\u2019unificazione culturale. <em>Rassemblement <\/em>e una creazione che a poco a poco, attraverso i poteri liberatori di musica e danza, dimostra di essere un emozionante appello a favore dei diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<hr \/>\n<style>.embed-container { position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden; max-width: 100%; } .embed-container iframe, .embed-container object, .embed-container embed { position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; }<\/style>\n<div class=\"embed-container\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/\/246rdiQoI4g\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<hr \/>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">The Dutch Introdans Company boasts 40 years of history and, with its very busy \u201cdance\u00a0 card\u201d, it is one of the oldest, pivotal contemporary groups of the old continent. During this outstanding evening, they will be staging a stimulating sampling of their heritage, a skilful mix of repertory and novelty pieces that includes four masterpieces by a few of the most celebrated contemporary choreographers: Hans van Manen, Lucinda Childs, Ji\u0159\u00ed Kyli\u00e1n and Nacho Duato. A programme that celebrates the energy and expressive power of an ensemble that is currently directed by Roel Voorintholt.<\/p>\n<h2>Introdans<\/h2>\n<h2>POLISH PIECES | CANTO OSTINATO | SONGS OF A WAYFARER | RASSEMBLEMENT<\/h2>\n<h3>Paesi Bassi<\/h3>\n<p>29-30 SETTEMBRE ORE 20.45<br \/>\n<b>FONDERIE LIMONE MONCALIERI<br \/>\n(SALA GRANDE) PRIMA ITALIANA<\/b><\/p>\n<p><b>POLISH PIECES [ DURATA 21\u2019]<\/b><br \/>\ncoreografia Hans van Manen<br \/>\nmusica Henryk Miko\u0142aj G\u00f3recki,<br \/>\nConcerto per pianoforte e orchestra,<br \/>\nAllegro Molto e Tre pezzi in stile antico, parte 2<br \/>\neseguita da Amadeus Chamber Orchestra, diretta da Agnieska Duczmal<br \/>\npiano Anna Gorecka<br \/>\ncostumi Keso Dekker<br \/>\nrealizzazione costumi Nelly van de Velden, Babette van den Berg<br \/>\ndisegno luci Joop Caboort<br \/>\nprove Iris Reyes, Mea Venema<br \/>\nripetitore Iris Reyes per Introdans<br \/>\nmaestro di ballo Diane Matla<br \/>\nPrima mondiale: 23 febbraio 1995, Nederlands Dans Theater, Den Haag<br \/>\nPrima Introdans: 20 settembre 2003, Arnhem (versione parziale), 26 dicembre 2012, Arnhem (versione integrale)<\/p>\n<p>a seguire<br \/>\n<b>CANTO OSTINATO [ DURATA 13\u2019]<\/b><br \/>\ncoreografia Lucinda Childs<br \/>\nmusica Simeon ten Holt, Canto Ostinato<br \/>\neseguita da Jeroen van Veen (su nastro)<br \/>\ncostumi, luci e scene Dominique Drillot<br \/>\nrealizzazione costumi Merlijn Koopman<br \/>\nprogettazione audiovisiva Dominique Drillot, Matthieu Stefani,<br \/>\nispirata da Norman McLaren<br \/>\nripetitore \/ maestro di ballo Diane Matla<br \/>\nPrima mondiale: 6 febbraio 2015, Introdans, Arnhem<\/p>\n<p>a seguire<br \/>\n<b>SONGS OF A WAYFARER [ DURATA 18\u2019]<\/b><br \/>\nideazione e coreografia Ji\u0159\u00ed Kyli\u00e1n<br \/>\nideazione e coreografia Ji\u0159\u00ed Kyli\u00e1n<br \/>\nmusica Gustav Mahler, Lieder Eines Fahrenden Gesellen<br \/>\n(Songs of a Wayfarer &#8211; 1883)<br \/>\neseguita da Los Angeles Philharmonic Orchestra, Zubin Mehta (direttore)<br \/>\ne Marilyn Horne (mezzosoprano)<br \/>\ncostume John F. Macfarlane<br \/>\nluci Jennifer Tipton<br \/>\nscene John F. Macfarlane<br \/>\nadattamento luci e scene Kees Tjebbes<br \/>\nper i costumi si ringrazia il Nederlands Danstheater, Joke Visser e Hermien Hollander<br \/>\nper le scene si ringrazia il Nederlands Danstheater<br \/>\nassistente alla coreografia Elke Schepers<br \/>\nripetitore \/ maestro di ballo Diane Matla<br \/>\nPrima mondiale: 11 giugno 1982, Nederlands Danstheater I, Circustheater Scheveningen<br \/>\nPrima Introdans: 17 febbraio 2017, Arnhem<\/p>\n<p>a seguire<br \/>\n<b>RASSEMBLEMENT [ DURATA 26\u2019]<\/b><br \/>\ncoreografia Nacho Duato<br \/>\nmusica Toto Bissainthe, parti di Soley Danmbalab, Papaloko, D\u00e8y, Papadanmbalah e Rasanbl\u00e9man (di Chante Ha\u00efti, 1989, Arion arn 64086)<br \/>\nripetitore Nathalie Buisson, Hilde Koch<br \/>\nscene Walter Nobbe<br \/>\ncostumi Nacho Duato<br \/>\nluci Nicol\u00e1s Fischtel<br \/>\nper scene e costumi si ringrazia la Compa\u00f1ia Nacional de Danza<br \/>\nripetitore \/ maestro di ballo Diane Matla<br \/>\nPrima mondiale: 27 febbraio 1990, Cullberg Ballet, Orebro (Svezia)<br \/>\nPrima Introdans: 11 settembre 2009, Arnhem<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di Introdans e la storia di un sogno: agli inizi degli anni Settanta i Paesi Bassi ospitano tre compagnie professioniste di danza, concentrate&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5324,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[75],"tags":[],"class_list":["post-5200","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-edizione-2017"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5200"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5200\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5324"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torinodanzafestival.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}