TORINODANZA 2012

12 settembre – 24 novembre 2012

LO SPETTATORE CURIOSO

In questi anni difficili e ricchi di sfide, non dobbiamo perdere il contatto con la realtà né smarrire la consapevolezza di quanto l’arte possa offrire risposte alla paura del futuro. Per esempio, rivendicando la ricerca della bellezza come elemento di speranza (come Torinodanza fece nel 2010), o decidendo di fare spazio ai maestri, intesi come “bussole” da offrire al pubblico (nel 2011).
In questo 2012 proviamo ad alzare lo sguardo, ricordandoci che le nostre scelte di oggi incidono sull’avvenire di artisti e spettatori. Perciò, ecco un festival complementare rispetto a quelli recenti, dedicato allo spettatore curioso, quello che non attende solo il ritorno di Decsouflé o dei ballets C de la B, ma che vuole anche scoprire novità, ed essere aggiornato sulla continua ibridazione dei linguaggi che caratterizza la scena continentale. Un’edizione dedicata anche a quegli artisti più giovani e vivaci, o provenienti da mondi lontani, che rischiano – come tutti i giovani – di essere schiacciati dalla crisi nonostante le loro qualità. Questa progettazione prende corpo nel focus principale, titolato Sguardi distanti, ed è il fil rouge dell’intera rassegna.
Complementare a quest’apertura artistica, vi è un’apertura altrettanto netta verso nuove fasce di pubblico, da invitare e coinvolgere pensando proprio al futuro. Anzi, al Domani, come s’intitola il Focus dedicato alla danza per giovani spettatori, con giovani danzatori protagonisti.

IL PROGRAMMA

Il 2012 offre programmaticamente un’apertura a 360° sulle generazioni e sulle geografie della creazione, mescolando l’energia di linguaggi giovanili con il recupero di ricordi tradizionali, o di sogni inquieti. L’inaugurazione rispetta naturalmente le attese che circondano un festival come Torinodanza, e propone la seconda tappa di un progetto coproduttivo pluriennale con Philippe Decouflé, grande incantatore della danza, oggi in un momento creativo straordinario. Che non gli impedisce di voltarsi indietro: Panorama è, infatti, un “best of”, attesissimo in tutta Europa.
La tradizionale collaborazione di Torinodanza con MITO SettembreMusica prosegue con l’arrivo a Torino di una compagnia di New York, oggi considerata ai massimi livelli tecnici, e tra le più originali nell’offerta del repertorio: il Cedar Lake Contemporary Ballet. La scelta è stata di programmare due serate diverse: si vedranno creazioni di un marocchino trapiantato in Belgio, il grande Sidi Larbi Cherkaoui, di un israeliano stabilizzatosi a Londra, Hofesh Shechter, dello svedese Alexander Ekman e della canadese Crystal Pite. E così il viaggio inizia anche prima dell’inaugurazione del Focus Sguardi distanti, che avrà luogo il 25 settembre con una serata che riunisce alcuni straordinari gruppi hip-hop giapponesi, arrivati in Europa grazie ad una collaborazione tra Torinodanza e la Biennale de la Danse di Lione. L’hip-hop è – per sua natura – una danza di confine, sul piano generazionale e sociale. Considerando la particolare connotazione delle formazioni giapponesi, si entra in contatto con un mondo tanto spettacolare quanto insolito. Di tutt’altro genere la “distanza” dell’israeliana Batsheva Dance Company, diretta da Ohad Naharin. Questa compagnia è l’ambasciatrice culturale di un Paese tormentato e legato più di qualsiasi altro alle tradizioni, che curiosamente ha trovato nella danza contemporanea la propria dimensione artistica più rilevante (insieme alla letteratura). La Batsheva è una fra le più interessanti compagnie di danza al mondo, e giunge in Italia grazie alla collaborazione tra Romaeuropa e Torinodanza. Il focus prosegue con varie divagazioni geografiche: con i danzatori portoghesi Miguel Moreira e Romeu Runa, nella prima di due coproduzioni con les ballets C de la B, o con l’algerina Nacera Belaza – attiva in Europa, e proprio per questo capace di guidare il nostro sguardo verso territori affascinanti della cultura araba – e con un prezioso lavoro di Kaori Ito, danzatrice “feticcio” di Platel. Per una curiosa sintonia di programmazione, Romeu Runa e Nacera Belaza sono quest’anno presentati dal Festival di Avignone. Ritroveremo a Torino per la terza volta Koen Augustijnen, in una produzione molto attesa proprio de les ballets C de la B (partner fissi di Torinodanza, e non solo con Alain Platel) che si occupa…. dell’Aldilà. I vagabondaggi curiosi tra generi e forme proseguono con le giovani danzatrici hip-hop coreografate da Angelin Preljocaj, il grande maestro di uno stile neoclassico che sembrerebbe agli antipodi di quel linguaggio giovanile. E stavolta il risultato è un vero incontro tra i due mondi, entrambi pienamente valorizzati e riconoscibili. La creazione prende così, oltre al valore intrinseco, anche il valore culturale di una riuscita collaborazione tra “alto” e “basso”, tra un maestro riconosciuto e interpreti sconosciute. Il pezzo di Preljocaj è affiancato da un’altra visionaria esplorazione delle possibilità espressive dell’hip-hop, firmata dalla compagnia inglese Champloo Dance Company. Il viaggio del festival 2012 termina con le “nanodanze” di Michèle Anne De Mey, un lavoro che ha recentemente trionfato per la sua originalità e piacevolezza. Gli interpreti sono in scena davanti al pubblico, e alle loro spalle sono proiettate le “danze” compiute dalle loro dita, riprese in diretta da telecamere. Lo sforzo fatto da Torinodanza per essere vitale e curioso non appanna naturalmente la vocazione a collaborazioni internazionali importanti e alla progettazione pluriennale: e vale la pena di porre l’accento sull’accompagnamento produttivo, deciso d’intesa con la Fondazione del Teatro Stabile, di Ambra Senatore, un talento emergente italiano su scala europea, quest’anno presente in Confluenze – il progetto dell’Unione Musicale al quale partecipa Torinodanza – con un’attesa serata che la vedrà impegnata accanto ad altri sei danzatori, accumunati da un’esperienza formativa alla Biennale di Venezia con Carolyn Carlson, per un curioso esperimento: creare uno spettacolo in una settimana di lavoro, ciascuno portando in scena il proprio universo. O il progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta-Novanta, diretto da Marinella Guatterini, al quale partecipa Torinodanza insieme ad altri partner italiani. O, infine, l’appuntamento con Rosas e les ballets C de la B proposto in aprile da Torinodanza nella Stagione del Teatro Stabile: Nine Finger, certamente uno degli spettacoli più sconvolgenti degli ultimi anni, dedicato ai soldati bambini.

DOMANI: GIOVANI SPETTATORI E INTERPRETI RAGAZZI

Questa visione del futuro, che vuole contrassegnare Torinodanza di quest’anno, ha trovato la propria rappresentazione più evidente nel Focus Domani: spettacoli per giovani spettatori, ma anche spettacoli con giovani interpreti. Un lavoro di ampio respiro che offre a genitori e ragazzi la possibilità di appassionarsi allo stesso spettacolo, magari prodotto a Torino con giovani allieve di Susanna Egri e di Loredana Furno (è il caso di Cerbiatti del nostro futuro, realizzato per Torinodanza da Virgilio Sieni). Gli altri due appuntamenti sono con Carlotta Sagna e con Phia Menard. Quest’ultima ha creato due spettacoli affini, capaci di far danzare gli oggetti, e rivolti rispettivamente al pubblico dell’infanzia e a quello adulto. Saranno entrambi a Torino, e offriranno – insieme a Kiss & Cry – uno scorcio di quella danza “ibrida”, che oggi ha uno spazio di primissimo piano nelle programmazioni europee. Per quanto riguarda Carlotta Sagna, la collaborazione con Torinodanza arriva alla terza produzione, e rappresenta un curioso punto di incontro tra l’attenzione al territorio, che caratterizza il festival, e la sua dimensione internazionale. L’artista è infatti di origini torinesi ma – dopo essere stata interprete d’eccezione di Jan Lauwers e Anne Teresa De Keersmaeker – ha fondato la propria compagnia a Parigi. Con lei appaiono tanto chiari quanto “necessari” i fili che legano il festival, la città e l’Europa, così come la volontà di interpretare il ruolo di manifestazione popolare, con una programmazione raffinata.

Gigi Cristoforetti
Direttore artistico Torinodanza Festival