CALORE

Fonderie Limone Moncalieri – Sala grande
12 ottobre 2013 | ore 21,30 [durata 50’]

Progetto RIC.CI
Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta-Novanta

ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini
assistente alla direzione artistica Myriam Dolce

CALORE – 1982/2012
regia, coreografia, scena, costumi Enzo Cosimi
produzione 1982 Compagnia Occhèsc
produzione del riallestimento 2012 Compagnia Enzo Cosimi
in collaborazione con Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Arteven Circuito Teatrale Regionale Veneto, Teatro Pubblico Pugliese
in coproduzione con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Torinodanza

La prima delle tre proposte del Progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta-Novanta) – ideato da Marinella Guatterini e portato avanti da sette strutture italiane – per la stagione 2013 è Calore. La coreografia di Enzo Cosimi, negli anni ‘80 enfant terrible della danza italiana, è tra le migliori espressioni del balletto contemporaneo italiano. Coreografo ospite per il Teatro Alla Scala di Milano e per il Teatro Comunale di Firenze, con la sua compagnia è andato in scena nei maggiori teatri e festival internazionali.

Calore, titolo del suo primo lavoro, debutta a Roma nel settembre del 1982, all’Anfiteatro del Parco dei Daini di Villa Borghese: alla base, il desiderio di catturare l’impeto della giovinezza, attraverso una scrittura del corpo sfrontata e nello stesso tempo innocente. Il pezzo impostato su un’energia vigorosa e ritmi serratissimi, nasce per interpreti non-danzatori. Lo spettacolo è un viaggio visionario dove si richiede un processo di regressione che serve come traccia per disegnare un età dell’infanzia e dell’adolescenza infinita.

Trent’anni dopo il clamoroso debutto, Calore, opera manifesto della poetica di Cosimi, rimette in moto una trasmissione corporea e mentale alla ricerca di un contatto con le idee e i codici delle nuove generazioni, in quella che è stata descritta come una vera deflagrazione visiva e sonora, dove il colore celeste, tanto caro all’autore, simbolicamente rappresentava l’apertura al calore e alla pulsione in contrapposizione all’atmosfera concettuale e glaciale di fine anni ‘70. Calore è una delle opere cardine della storia della danza italiana di ricerca.

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