E-Ink (’99-’15) / Upper-East-Side / Antitesi

http://youtu.be/pc2-yUjq5dg

E-INK: Tradurre l’indicibile in codici trasmissibili. Trasportare la potenza misteriosa in versi compiuti. Trasferire la forza del mistero in movimenti riconoscibili. Senza dimenticare di essere danza, divertimento, contrappunto fra corpi e ritmo. È l’ambizioso obiettivo di e-ink, spettacolo messo in scena per la prima volta nel 1999 da Michele Di Stefano e riproposto da Aterballetto per il progetto RIC.CI. Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta-Novanta, ideato e diretto da Marinella Guatterini, si pone l’obiettivo di ripresentare il passato prezioso e originale della coreografia italiana. «Questo lavoro – scriveva Michele Di Stefano nel 1999 – nasce dalla curiosità per le modalità di trasmissione dei messaggi oracolari e divinatori che, pur essendo formalmente precisi, sono il prodotto di una destabilizzazione. Esatta ed ambigua ad un tempo, la loro comunicazione è organizzata sul momentaneo addomesticamento di ciò che per sua natura desidera essere continuamente riscritto, reinventato. E frainteso. Forse nel cambiamento costante degli stati corporei, nel loro rimescolio non consequenziale, è possibile avvicinarsi a questo punto di vista non ordinario, alle potenzialità compositive di una scrittura mutante come gli inchiostri elettronici del futuro prossimo, ma che può essere letta solo come presentimento». A distanza di 15 anni gli inchiostri elettronici si sono moltiplicati e il futuro è diventato presente. e-ink è un duetto della durata di 12 minuti, scritto nei minimi dettagli, fino a risultare maniacale e parossistico nella sovrabbondanza di segni. I nuovi interpreti sono Damiano Artale e Philippe Kratz, della Compagnia Aterballetto diretta da Cristina Bozzolini, che hanno lasciato parlare i corpi permettendo di rimettere in connessione tutti i dettagli scollegati e renderli organici nella loro insondabile iconografia. La disponibilità dei danzatori e la loro malleabilità nell’arrendersi con fiducia a questo particolare sistema ha permesso il riaffiorare di una dinamica coreografica basata sul contrasto tra precisione e spaesamento, autorevolezza e arbitrarietà, lo stesso principio per il quale l’oracolo di Delfi si faceva tramite di una potenza indicibile producendo versi perfettamente cesellati. Tema impegnativo che si traduce in una coreografia breve e giocosa, a tratti buffa, con due personaggi che dialogano in un costante rimpallo di movimenti: un continuo scambio di scatti e molleggi, salti e vibrazioni, onde e rincorse, depistaggi e sussulti.

http://youtu.be/UxIjytXpUUY?list=PLNDmG71wxlvA2wNbE5vPdXBFVAkiiKamq

Upper-East-Side: Coreografia e geografia. Da sempre a ispirare e nutrire la ricerca di Michele Di Stefano è la riflessione sul pensiero geografico. Una mappatura spaziale che diventa necessità di abitare, esplorare e attraversare, e in cui il turista si interroga sul suo ruolo e sulla sua presenza spesso poco opportuna e organica, come succede con Il giro del mondo in 80 giorni, Grand tour, Impressions d’Afrique, Robinson. Le creazioni del coreografo, Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2014, nascono dall’incontro fra i corpi, dalle posizioni nell’ambiente e dalle posture fisiche. In Upper-East-Side movimenti e azioni dinamiche si srotolano nello spazio e nel tempo seguendo un ritmo matematico di entrate e uscite, accelerazioni e dispersioni, sfaldamenti e ricomposizioni, geometrie e ripetizioni. Le azioni gestuali scorrono ampie per poi bloccarsi in un’afasia del movimento che origina una nuova partenza e un nuovo modo di attraversare la scena, la costruzione si dissolve in frammenti che modificano l’ambiente di chi lo abita e la grammatica coreografica che sottende l’azione. Sulle musiche originali di Lorenzo Bianchi Hoesch si compone sotto i nostri occhi un’architettura di danza che parte dall’esplorazione della propria collocazione fisica e geografica. Ciascuno dei nove interpreti esegue un suo assolo accanto e contemporaneamente a quello degli altri ma senza creare interazione se non quella del trovarsi a condividere gli stessi centimetri cubi e le stesse molecole di ossigeno. L’azione si ripete e riproduce creando delle conseguenze spaziali e ambientali. Tutto si modifica, ma nulla è completamente nuovo. Cambiare orientamento posturale diventa il modo di aprire le porte a un nuovo nucleo di partenza e a nuovi significati che non si possono evitare. L’equilibrio fra mobilità e immobilità determina nuove scelte formali che si portano dietro e dentro nuovi contenuti. Si compongono grappoli di due o tre danzatori che disegnano nuove linee, spezzano codici corporei e ricompongono nuove forme, nuove evoluzioni che abitano lo spazio dentro e fuori dalla scena. Il paesaggio si trasforma, il fraseggio si complica per poi rigenerarsi in una nuova esplorazione dinamica. Il respiro collettivo crea una nuova forma architettonica abitabile, costruisce interazioni e sequenze. Verso la fine emerge un più chiaro desiderio di scambio, una nuova necessità di spazio, una nuova relazione fra interno ed esterno.

Antitesi: Velocità, precisione, tecnica, agilità, potenza. La prima creazione del coreografo e danzatore di origine greca Andonis Foniadakis per Aterballetto gioca sapientemente con questi elementi fondendoli e alternandoli. E li trasforma in 35 minuti di puro spettacolo. L’antitesi è quella che nasce fra la musica barocca e contemporanea nella quale sono immersi i 18 danzatori della compagnia, l’alternarsi dei tempi lenti e veloci in continuo dialogo, la morbidezza delle curve sinuose e la spigolosità delle linee spezzate, la tensione fra maschile e femminile, il passato che avvolge i suoni e l’eterna attualità dei corpi in movimento nello spazio scenico. «In questo lavoro – racconta Foniadakis, coreografo corteggiato dalle più grandi compagnie internazionali – ho lavorato in particolare sul processo creativo, sul progetto e non su idee preconcette. Non ho una ricetta precisa ma lascio che il gruppo mi segua con una certa libertà. Un progetto aperto e flessibile, un work in progress al quale i danzatori di Aterballetto hanno aderito con grande entusiasmo. Sono straordinariamente disciplinati, generosi e appassionati. Lavorare con loro è stata un’esperienza meravigliosa». Il viaggio musicale che avvolge di fascino e bellezza gli interpreti di Antitesi è costituito da musiche italiane dal Seicento a oggi, un percorso alla ricerca del bello del nostro Paese fra le partiture di arie, temi, composizioni fino ad arrivare agli esperimenti di musica microtonale: Alessandro Scarlatti, Giovanni Battista Pergolesi, Giuseppe Tartini fino a compositori contemporanei come Giacinto Scelsi e Fausto Romitelli. La musica crea un’analogia con la danza, a volte un suo doppio astratto, a volte anche una forma di antitesi, appunto, ma soprattutto un’affinità in termini di emozioni espresse e di linguaggi a cui abbandonarsi con fiducia più che di temi evocati o di significati preesistenti. Il paesaggio sonoro diventa parte integrante della coreografia che sembra nascere insieme a lei e non su di lei. La musica accoglie passi a due, le azioni in gruppo e le sempre nuove formazioni che si creano e sciolgono in contemporanea costruendo uno spazio di relazioni dove i gesti quotidiani, le piccole ripetitività, i movimenti parossistici, a volte esasperati e gli scatti nervosi generano una rete di relazioni, contatti, interpretazioni possibili che seduce e non lascia tregua a chi siede tra il pubblico.


A unique evening under the Aterballetto banner, the globally renowned Italian brand that has succeeded in its extraordinarily interesting creative journey, frequently focusing on what one might call “danced dance”, to distinguish it from performative, theatrical or circus dance. The evening is marked by highly precise rhythm and choreographic design, by elements from the more contemporary expressive universe, and by great dynamism: this all adds up to a three-part event that includes two pieces by Michele Di Stefano and one by Andonis Foniadakis. Since it was founded in 2011, the RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta- Novanta project, which was created and is directed by Marinella Guatterini, has set itself the mission of re-presenting/the invaluable and original past of contemporary Italian choreography. The RIC.CI project has supported the restaging of e-ink, the work that first revealed young Michele Di Stefano’s talent. The evening continues with the Emilia company region performing Upper-East-Side, also by Di Stefano, and Antintesi by Andonis Foniadakis, two contemporary pieces marked by a great dynamic strength that fully affirms the talent of the 18-member corps de ballet.

Fonderie Limone Moncalieri (Sala grande)
martedì 22 settembre 2015 ? ore 19,30
[durata 12’]
E-INK (1999-2015)
uno spettacolo di MK
riallestito per RIC.CI
ideazione e direzione artistica MARINELLA GUATTERINI
da ATERBALLETTO
diretta da CRISTINA BOZZOLINI
interpreti Damiano Artale, Philippe Kratz
coreografia, luci e costumi Michele Di Stefano
musica Paolo Sinigaglia / riallestimento a cura di Biagio Caravano e Michele Di Stefano / realizzazione costumi Sartoria Aterballetto/Francesca Messori

produzione 1999: mk, Festival Teatri 90, Ref
debutto: febbraio 1999 Teatri 90 festival – Teatro Franco Parenti (Milano)
interpreti Biagio Caravano, Michele Di Stefano
riallestimento 2015 a cura di Biagio Caravano e Michele Di Stefano nell’ambito del progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta-Novanta
ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini
organizzazione e comunicazione Silvia Albanese / produzione mk, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Fabbrica Europa Fondazione Fabbrica Europa
per le arti contemporanee in collaborazione con AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, ARTEVEN Circuito Teatrale Regionale Veneto, Teatro Pubblico Pugliese
in coproduzione con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”, Torinodanza festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Spettacolo inserito in MITO SettembreMusica

a seguire
UPPER-EAST-SIDE [durata 23’]
coreografia MICHELE DI STEFANO
compagnia ATERBALLETTO
diretta da CRISTINA BOZZOLINI
interpreti Daniele Ardillo, Hektor Budlla, Alessandro Calvani, Marietta Kro, Ivana Mastroviti, Riccardo Occhilupo, Roberto Tedesco, Serena Vinzio, Chiara Viscido/ musica Lorenzo Bianchi Hoesch / luci Carlo Cerri

produzione Aterballetto
Spettacolo inserito in MITO SettembreMusica

a seguire

ANTITESI [durata 35’]
coreografia ANDONIS FONIADAKIS
compagnia ATERBALLETTO
diretta da CRISTINA BOZZOLINI
interpreti Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Alessandro Calvani, Martina Forioso, Philippe Kratz, Marietta Kro, Ina Lesnakowski, Valerio Longo, Ivana Mastroviti, Riccardo Occhilupo, Giulio Pighini, Roberto Tedesco, Lucia Vergnano, Serena Vinzio, Chiara Viscido / musiche Giovan Battista Pergolesi, Fausto Romitelli, Domenico Scarlatti, Giacinto Scelsi, Giuseppe Tartini / sound design Julien Tarride / costumi Kristopher Millar & Lois Swandale / luci Carlo Cerri

produzione Aterballetto
Spettacolo inserito in MITO SettembreMusica