Kiss & Cry

http://www.youtube.com/watch?v=3Hi_fwm56hw

Cinema, danza, nanodanza, performance, bricolage di linguaggi e contaminazioni. Qualsiasi definizione diamo a questo spettacolo sarà sempre riduttiva rispetto alla meraviglia di una creazione originale e sempre nuova che si compie sotto gli occhi di chi guarda, intreccia sapientemente arti diverse e scardina il confine fra una e l’altra aprendo le porte all’immaginazione pura e alla magia di cui sono fatti solo i sogni, la poesia e i ricordi infantili. Mentre assistiamo a più coreografie allo stesso tempo con un film proiettato sullo sfondo, fanno il loro ingresso figure imponenti e affascinanti, nude e muscolose, dotate di una straordinaria sensualità: si incontrano, si toccano, si accarezzano. Sono dita delle mani riprese a distanza ravvicinata e proiettate su grande schermo. Si muovono fra miniature, case di bambole, minidivani e minilampioni e raccontano le loro storie. L’idea originale è della coreografa Miche?le Anne De Mey e del regista Jaco Van Dormael, in creazione collettiva con il danzatore Gre?gory Grosjean, l’autore Thomas Gunzig, il cameraman Julien Lambert, la set designer Sylvie Olive?, il creatore delle luci Nicolas Olivier. La premessa di Kiss & Cry è semplice come lo sono i temi dei racconti universali: «Dove vanno le persone quando scivolano via dalla nostra vita e dalla nostra memoria?». Se lo chiede una donna aspettando il treno. Dove sono finite le persone che ha amato, abbracciato, che hanno occupato i suoi pensieri, che l’hanno rincorsa o delusa, che ha aspettato e non aspetta più. Non ricorda la voce o il viso ma le mani sì: mani che accarezzano, mani calde, mani nodose, mani soffici, mani secche. Il tatto diventa ricordo e nostalgia, la mano sineddoche del corpo, la parte per il tutto. E da qui parte il suo, e il nostro viaggio. Kiss & Cry è un sogno collettivo, una parabola corale in una polifonia di linguaggi artistici. Si respira la gioia del creare insieme: le singole individualità abbandonano le preoccupazioni personali per lasciare spazio a un progetto collettivo che si nutre dal mondo interiore di tutti e di ciascuno e diventa forza condivisa. Tempo, distanza, dimensioni. Emozione e finzione. Tutto è mescolato in una narrazione simultanea che abbraccia performance live e non, il granello di sabbia e il mondo intero, il presente e l’universale, specchio e lente di ingrandimento per farci testimoni di una magia irripetibile che ha il suono e il sapore delle sensazioni più intense.


One might say Kiss & Cry is a moving story recounted through images; alternatively, that is a mixture of the best dance and cinema can offer, or yet even that is the most original European stage creation in recent years. Perhaps, however it suffices to say it is a masterpiece and that is why Torinodanza presents it again with a run of five performances! However, whoever saw the premiere three years ago returned to see it again and also recommended it to friends. In the story, simple fingers become characters that dance in a miniature landscape that is transfigured by Jaco Van Dormael’s cinematographic magic. The director of The Eighth Day and Mr Nobody films, edits and projects a sort of dream, which is created live before the audience’s eyes. There is only one problem: one has to decide whether to watch the film or discover its secrets, scrutinising the performers and their fingers that are at work on a real set, with dollies and cameras. Not to be missed.

produzione Charleroi Danses – Centre chorégraphique de la Fédération Wallonie-Bruxelles e manège.mons – Centre Dramatique
coproduzione Les Théâtre de la Ville de Luxembourg con il supporto di Fédération Wallonie-Bruxelles
Michèle Anne De Mey è artista associata presso Charleroi Danses Centre chorégraphique de la Fédération Wallonie-Bruxelles
Spettacolo inserito in MITO SettembreMusica e programmato con il sostegno di Wallonie-Bruxelles International (WBI) e Wallonie Bruxelles Théâtre Danse (WBTD)

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