A TORINODANZA 2016 PIERGIORGIO MILANO, STRAORDINARIO INTERPRETE DI CIRCO CONTEMPORANEO, PRESENTA PESADILLA ALLE FONDERIE LIMONE DI MONCALIERI IL 4 OTTOBRE 2016

 

Martedì 4 ottobre, alle ore 19.30, alle Fonderie Limone di Moncalieri, Piergiorgio Milano, straordinario interprete di circo contemporaneo, porterà a Torinodanza il suo Pesadilla (Danza acrobatica sonnambula), un’incantata ricerca sul movimento, fuori da confini disciplinari e con sorprendenti presenze sulla scena.

 

Danza acrobatica sonnambula è il sottotitolo di Pesadilla che significa incubo. Tutto prende vita da una situazione quotidiana e scivola verso un universo sempre più assurdo popolato da tic nervosi, gesti automatici e ripetuti, meccanismi a inciampo. Il protagonista rappresenta un uomo comune che resta come intrappolato nei suoi sogni: tenta disperatamente di rimanere sveglio, ma nonostante tutto, i suoi ostinati tentativi sono destinati continuamente all’insuccesso. Non c’è via di scampo. Con toni ironici e grotteschi e intelligenza viva e affilata, lo spettacolo tratteggia l’imbruttimento esistenziale di una società sul filo dell’isteria e del parossismo in cui tutto sembra apparire sotto controllo, mentre in realtà tutto sfugge in una vana ricerca di senso. In un limbo sospeso tra insonnia, sonnambulismo e narcolessia, Pesadilla del coreografo, danzatore, acrobata e performer Piergiorgio Milano ricalca le storture della vita di tutti i giorni dipingendo con un acuto linguaggio metaforico gli stress e le fatiche esistenziali procurate da piccole deformità quotidiane, continue impertinenze tecnologiche e ordinarie frenesie urbane. Il movimento esce così dagli schemi e si libera in un vocabolario multiplo, multiforme e sorprendente. La danza si mescola al circo contemporaneo, al teatro fisico alla comicità clownesca. Rotolate, scivolate, risalite in arco che sembrano cadute al contrario, salti, capovolte, dissociazione delle parti di corpo, acrobazie, arresti istantanei, sospensioni nel vuoto, assalti di animalità feroce e divertente, gesti imprevedibili, equilibri precari, incontri con gli oggetti concreti in scena come la sedia, la camicia e la cravatta e oggetti immaginari come quelli che si trovano in un ufficio che non c’è ma che si sente, scosse elettriche, suoni gutturali e immobilità apparente compongono un linguaggio che fa sorridere e riflettere e che ci invita a rispondere a qualche domanda: gli incubi iniziano con gli occhi aperti o chiusi? E invece, come finiscono? Si possono leggere i sogni di qualcuno? Chi non riesce a dormire può rimanere sveglio? Cosa ci impedisce di dormire? Cosa ci impedisce di vegliare? Forse la stessa cosa? Sappiamo tutti cosa vuol dire sognare ad occhi aperti e lo sperimentiamo spesso ma qualcuno di noi ha mai provato a vivere ad occhi chiusi? Forse lo facciamo senza saperlo, almeno qualche volta. Fra sonno e veglia. (Scheda tratta dal programma di Torinodanza 2016)

 

01_Comunicato Pesadilla