POLISH PIECES | CANTO OSTINATO….

Introdans

POLISH PIECES | CANTO OSTINATO | SONGS OF A WAYFARER | RASSEMBLEMENT

Paesi Bassi

29-30 SETTEMBRE ORE 20.45
FONDERIE LIMONE MONCALIERI
(SALA GRANDE) PRIMA ITALIANA

POLISH PIECES [ DURATA 21’]
coreografia Hans van Manen
musica Henryk Mikołaj Górecki,
Concerto per pianoforte e orchestra,
Allegro Molto e Tre pezzi in stile antico, parte 2
eseguita da Amadeus Chamber Orchestra, diretta da Agnieska Duczmal
piano Anna Gorecka
costumi Keso Dekker
realizzazione costumi Nelly van de Velden, Babette van den Berg
disegno luci Joop Caboort
prove Iris Reyes, Mea Venema
ripetitore Iris Reyes per Introdans
maestro di ballo Diane Matla
Prima mondiale: 23 febbraio 1995, Nederlands Dans Theater, Den Haag
Prima Introdans: 20 settembre 2003, Arnhem (versione parziale),
26 dicembre 2012, Arnhem (versione integrale)

a seguire
CANTO OSTINATO [ DURATA 13’]
coreografia Lucinda Childs
musica Simeon ten Holt, Canto Ostinato
eseguita da Jeroen van Veen (su nastro)
costumi, luci e scene Dominique Drillot
realizzazione costumi Merlijn Koopman
progettazione audiovisiva Dominique Drillot, Matthieu Stefani,
ispirata da Norman McLaren
ripetitore / maestro di ballo Diane Matla
Prima mondiale: 6 febbraio 2015, Introdans, Arnhem

a seguire
SONGS OF A WAYFARER [ DURATA 18’]
ideazione e coreografia Jiří Kylián
ideazione e coreografia Jiří Kylián
musica Gustav Mahler, Lieder Eines Fahrenden Gesellen
(Songs of a Wayfarer - 1883)
eseguita da Los Angeles Philharmonic Orchestra, Zubin Mehta (direttore)
e Marilyn Horne (mezzosoprano)
costume John F. Macfarlane
luci Jennifer Tipton
scene John F. Macfarlane
adattamento luci e scene Kees Tjebbes
per i costumi si ringrazia il Nederlands Danstheater, Joke Visser e Hermien Hollander
per le scene si ringrazia il Nederlands Danstheater
assistente alla coreografia Elke Schepers
ripetitore / maestro di ballo Diane Matla
Prima mondiale: 11 giugno 1982, Nederlands Danstheater I, Circustheater Scheveningen
Prima Introdans: 17 febbraio 2017, Arnhem

a seguire
RASSEMBLEMENT [ DURATA 26’]
coreografia Nacho Duato
musica Toto Bissainthe, parti di Soley Danmbalab, Papaloko, Dèy, Papadanmbalah e Rasanbléman (di Chante Haïti, 1989, Arion arn 64086)
ripetitore Nathalie Buisson, Hilde Koch
scene Walter Nobbe
costumi Nacho Duato
luci Nicolás Fischtel
per scene e costumi si ringrazia la Compañia Nacional de Danza
ripetitore / maestro di ballo Diane Matla
Prima mondiale: 27 febbraio 1990, Cullberg Ballet, Orebro (Svezia)
Prima Introdans: 11 settembre 2009, Arnhem


introdans.nl →


La storia di Introdans e la storia di un sogno: agli inizi degli anni Settanta i Paesi Bassi ospitano tre compagnie professioniste di danza, concentrate nell’Ovest del paese. Ton Wiggers e Hans Focking creano nel 1971 ad Arnhem, nell’area ad Est del paese, lo Studio L.P. L’obiettivo e chiaro: portare il balletto, nel senso più ampio del termine, al maggior numero di spettatori possibili. Gli inizi sono difficili, le sovvenzioni stentano, ma la passione dei due artisti trova subito un riscontro nel numero di persone che si avvicinano al professionismo e nel 1979 arriva il nuovo nome: Introdans, come introduzione alla danza. Riconosciuto dalle istituzioni negli anni ’80, Introdans si apre ai contribuiti coreografici di artisti stranieri, inaugura un importante settore legato alla formazione di bambini e ragazzi, diventa un riferimento a livello internazionale. La compagnia olandese, che vanta 40 anni di storia, e una delle formazioni contemporanee cardine del vecchio continente con un ricchissimo carnet de bal. La serata che Introdans presenta a Torinodanza festival rappresenta un corposo saggio di questo patrimonio, una sapiente miscela di repertorio e novità che include quattro capolavori contemporanei, firmati da altrettanti maestri della danza: Hans van Manen, Lucinda Childs, Jiří Kylián e Nacho Duato. Un programma che metterà in risalto la vivacità e la forza di questo ensemble, oggi diretto da Roel Voorintholt.

«Senza repertorio non c’è tradizione. E senza tradizione non c’è legame tra quanto e stato fatto finora. La tradizione non appartiene al passato, la tradizione e cosa facciamo oggi con il passato. Il futuro e costruire su quanto di buono e stato fatto nel passato. Ci vedo un compito per i media, ma anche per i governi»: Hans van Manen (Amsterdam, 1932) e un coreografo elegante, dalla grande forza espressiva e dalla forte cifra intellettuale. Della tradizione perpetua i passi fondamentali, impreziosendoli con dettagli che donano un’atmosfera elegiaca ad ogni sua creazione. Ballerino e coreografo, allievo di Sonia Gaskell, ha fatto parte dell’Het Nationale Ballet di Amsterdam e del Netherlands Dans Theater di cui poi e diventato coreografo e Direttore Artistico. Ha creato piu di cento balletti, guadagnandosi il soprannome di “Mondrian della danza”. Van Manen ha lavorato per Stuttgart Ballett, Berlin Opera, National Ballet of Canada, Royal Danish Ballet, Compania Nacional de Danza e Alvin Ailey American Dance Theater. Nel 2003 e stata istituita la Fondazione Hans van Manen, che gestisce e cataloga il suo patrimonio artistico in forma di archivio. Al suo attivo anche una lunga esperienza di fotografo. Polish Pieces e un’esplosione di colori, ma anche di gesti eleganti e fuori dal tempo: coreografia esuberante, sostenuta dal ritmo della colonna sonora di Henryk Górecki, e costruita su motivi semplici e motivi geometrici. Un brillante caleidoscopio di energia e sensualita, che culmina in due appassionanti pas de deux.

Capofila del Post Modern americano anni Sessanta, ideatrice e promotrice del Minimalismo coreutico, americana curiosa e sensibile, figura imprescindibile per la storia della danza contemporanea (e nata a New York nel 1940 e si e formata alla scuola di Merce Cunningham e Robert Dunn), Lucinda Childs ha saputo contaminare la sua arte con quella di altri grandi del nostro tempo: e il caso del suo emblematico capolavoro Dance, creato nel 1979 in collaborazione con il compositore Philip Glass e l’artista visivo Sol LeWitt. Quando ha fondato la Lucinda Childs Dance Company nel 1973, le sue performance sono state caratterizzate da una serie di movimenti ripetuti in diverse configurazioni e velocita. I segmenti danzati sono stati la base per l’opera Einstein on the Beach di Robert Wilson e Philip Glass (1976). Tutte le sue creazioni rivelano una sensibilità estetica astratta e ispirata, prima dalle personalissime forme del silenzio, poi dalle varietà e variazioni anche infinitesimali del ritmo, dalla ripetizione e di recente, dalle più complesse architetture musicali. Nel 2004 e stata insignita del titolo di Comandante della Legione d’Onore dal Governo francese. Canto Ostinato e uno dei recenti successi del repertorio Introdans, ed e la seconda coreografia che la grande signora della danza ha messo a punto per la compagnia nel 2015. Inflessibile e raffinato, questo lavoro vive della musica ipnotica di Simeon ten Holt.

Nato a Praga nel 1947, Jiři Kylian si forma ancora bambino presso la Scuola di balletto del Teatro nazionale. Dopo il perfezionamento alla Royal Ballet School di Londra, nel 1968 entra a far parte dello Stuttgart Ballet diretto da John Cranko, dove con i suoi primi lavori diventa il piu giovane coreografo attivo nella compagnia. Al 1973 risale l’incontro con il Nederlands Dans Theater, per il quale crea Viewers, la prima di oltre cinquanta coreografie create esclusivamente per l’ensemble olandese. Il successo internazionale arriva con Sinfonietta (1978, su musiche di Leon Janánek). Nel corso degli anni, il coreografo si indirizza verso balletti più astratti e surrealistici, dove movimenti e musica si saldano in un universo che racconta anime e corpi. Trasforma il Nederlands in una struttura dalla grande vitalita, affiancando al Nederlands Dans Theater 1 il NDT 2 (per ballerini tra i 17 e i 21 anni) e il NDT 3 (per ballerini di oltre 40 anni). Songs of a Wayfarer nasce nel 1982 per NDT da Mahler, dalla sua musica grandiosa e lirica. Il precedente e celeberrimo: Bejart si era lasciato ispirare da una serie di melodie per baritono e orchestra di Gustav Mahler (Lieder eines fahrenden Gesellen), mettendo in scena Paolo Bortoluzzi e Rudolf Nureyev.

Nacho Duato e un coreografo con una lunga carriera di direzione di compagnie di balletto, dalla Companía Nacional de Danza al Balletto del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo e dal 2014 dello Staatsballett di Berlino. Nato a Valencia nel 1957, Duato ha studiato al Mudra di Bejart a Bruxelles, all’Alvin Ailey American Dance Theater di New York City. Durante la sua permanenza al NDT con Kylián, Duato si rivela uno dei danzatori più importanti del panorama europeo, iniziando la carriera di coreografo. Nel 1988 viene nominato coreografo stabile al Nederlands Dans Theater assieme a Van Manen e Kilián. Sue coreografie sono state inserite in molte prestigiose compagnie internazionali. Nacho Duato ha coreografato Rassemblement nel 1990 per il Cullberg Ballet in Svezia. E un lavoro dal notevole respiro contenutistico, oltre che coreutico: a partire dalle canzoni dell’artista Toto Bissainthe, che le ha tratte dalle ballate degli schiavi del culto Voodoo. Esse descrivono la vita quotidiana degli schiavi, il desiderio per l’Africa e per la libertà. La nascita del Voodoo in una terra di esilio e stata la prima lingua comune tra gli schiavi di diverse etnie, un momento creativo vitale, un’unificazione culturale. Rassemblement e una creazione che a poco a poco, attraverso i poteri liberatori di musica e danza, dimostra di essere un emozionante appello a favore dei diritti dell’uomo.




The Dutch Introdans Company boasts 40 years of history and, with its very busy “dance  card”, it is one of the oldest, pivotal contemporary groups of the old continent. During this outstanding evening, they will be staging a stimulating sampling of their heritage, a skilful mix of repertory and novelty pieces that includes four masterpieces by a few of the most celebrated contemporary choreographers: Hans van Manen, Lucinda Childs, Jiří Kylián and Nacho Duato. A programme that celebrates the energy and expressive power of an ensemble that is currently directed by Roel Voorintholt.

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